martedì 6 settembre 2016

“Per morte e per amore” – ML n°8

recensione di Mattia Sangiuliano





Una passione disturbata, o folle, spinge ad agire “per morte e per amore”. Altro tema centrale di questo albo sono le morti cruente e ingiuste, non diverse da quelle legalizzate e “di Stato”. Dalla penna di Claudio Chiaverotti un'indagine oltre il confine di giusto e sbagliato; un sottile filo rosso, capace di macchiare e unire vittima e carnefice, assottiglia ancora di più la distanza fra gli opposti, tra bianco e nero, sprofondandoli in una sottile zona grigia.





Amore e morte si intrecciano aggrovigliate in una danza macabra, un valzer drammatico accordato sulle chine di Ennio Bufi che illustra il labile spazio che separa e congiunge due estremi polarizzati in una perversa opposizione, accennata già dalla copertina di Fabrizio de Tommaso. Antitesi capace di condurre sul patibolo – altare di sangue – di una morte romantica o sul trono di un amore dannato e sanguinoso, cui neppure un tormentato cacciatore di taglie sembra rassegnarsi.

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