lunedì 21 marzo 2016

“Miseria e crudeltà” un'indagine di ordinaria violenza – DD n°354

recensione di Mattia Sangiuliano


Fiumi di citazioni per un'ordinaria indagine condotta dall'inquilino di Craven Road, dove “Miseria e crudeltà” sono due pesi posti sulla stessa bilancia; quando si raggiunge l'equilibrio non può che scattare, in tutta la sua violenza purificatrice, l'orrore.

Scenari dei bassifondi londinesi mischiano tinte attuali, spaccati di un'umanità risospinta ai margini della civiltà, dietro i bastioni dell'indifferenza che la civiltà stessa, ma nel caso specifico: la nobiltà, si arroga di innalzare, nel disprezzo dell'altro, il diverso da sé che ha bisogno di aiuto.




Ambientazione in cui si muove senza problemi un'idealista e sognatore quale Dylan Dog, contro il pregiudizio, in soccorso degli oppressi, senza chiedere – o sperare di ottenere – nulla in cambio; accompagnato dall'ispettore Rakim, in un'indagine che ha il compito di smascherare il pregiudizio, movente e scintilla all'origine della (ultra)violenza che macchia le pagine di questa storia.




Scenari e citazioni, accanto ai reietti della società, ben si sposano con un capolavoro della fantascienza quale Arancia meccanica cui Gigi Simeoni, sceneggiatore del mese, sembra guardare chiaramente; nonostante questo, nel complesso, un'indagine anche fin troppo ordinaria.

La resa grafica di Emiliano Tanzillo, felice nuovo nome che fa la sua comparsa in questo albo d'esordio, è la vera protagonista di questo mese con tavole ricche e dettagliatissime, capaci di padroneggiare il baratro della miseria e i cupi risvolti della crudeltà orchestrata da Simeoni.


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