martedì 10 novembre 2015

Il colore delle “lacrime di pietra” – DD n° 350

recensione di Mattia Sangiuliano 


Nel segno dell'innovazione, l'era recchioniana, e nel rispetto della tradizione. Questo mese, con Dylan Dog, facciamo cifra tonda raggiungendo quota 350 albi e per l'occasione il traguardo si colora. Come da tradizione, appunto.



La fede e la vendetta per un torto subito sono le tematiche fondamentali di questo mese. Una fede cieca spinge Bloch a fare i conti con il suo animo, le sue passioni, facendosi carico di un'anima infelice che è riuscita a toccare in profondità il suo cuore al punto da costringere il caro e buon vecchio ispettore a sospendere la tanto agognata pensione, come del resto aveva già fatto lo scorso mese; sottile continuità ripresa in questo nuovo albo.





Crispille: un nome importante, è quello di una santa portoghese ma è anche il nome dell'angelo che ha stregato il cuore dell'ispettore e che, nella storia scritta e disegnata da Carlo Ambrosini, ha un'inestinguibile sete di vendetta. Gli esseri umani sono vittime – se così si può dire – di un'animalesca ferocia che li spinge a commettere le peggiori nefandezze e oscenità verso i propri simili; soprattutto verso le donne che dovrebbero proteggere. E amare.




Tematica già vista sulle pagine di DD questa volta sposata con il tratto deciso di Ambrosini, appena sfumato nei dettagli, riempito dai colori di Giovanna Niro; un'esplosione di tonalità che abbraccia tutte le gradazioni possibili offerte dagli ambienti e dalle emozioni suscitate in questo albo: dai toni freddi di un melanconica distanza all'esplosione passionale o iraconda di una secolare vendetta purificatrice. Una rabbia eterna, rossa come il fuoco, che nulla e nessuno può estinguere.

Forse, solo la compassione di un eroe comune.




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