mercoledì 21 ottobre 2015

“La morta non dimentica” e reclama la sua vendetta (DD n°349)

recensione di Mattia Sangiuliano


Storia perfettamente autunnale, vicenda che coglie nel suo svolgimento lo sfiorire, l'appassire del tempo che scorre e scolora, non morte ma avvicinarsi di un presentimento di fine, stagione di interstizio eppure prepotentemente ricca di tinte sue proprie; come questa storia e i due antagonisti “immortali” che tornano in questa vicenda, in linea di continuità con quel Mai più, ispettore Bloch (DD n° 338 – ottobre 2014) scritto da Paola Barbato, ormai consacrata nel pantheon dylaniato, e disegnata dal maestro Bruno Brindisi.


Mai più, ispettoreBloch, il titolo di quell'albo risalente all'ottobre scorso, lacrimosa quanto vana idea di essersi definitivamente liberati dell'ispettore amico di Dylan con la semplice – quanto agognata – pensione; ritroviamo infatti, ancora una volta, il buon vecchio ex ispettore, questa volta bisognoso dell'aiuto del suo fidato Old Boy nella veste ufficiale di indagatore dell'incubo. Qualcosa di misterioso si muove nella solare, ma tutt'altro che ridente, Wickedford; niente di ché, solo una questione di vicinato che sembra essere restio a morire.

Accanto a misteriose apparizioni di possibili – e presunti – zombie-dirimpettai nel quartiere del buon vecchio Bloch – alla faccia del Riposa In Pace, come del resto ci mostrano i ritornanti di un'altra storia parallela uscita questo autunno – il ritrovamento di una serie di cadaveri impagliati a regola d'arte da un professionista esperto nel campo della tassidermia mette in allarme Scotland Yard e l'ispettore Carpenter, lo scettico sceriffo dal pugno di ferro. Invischiato negli eventi si troverà ancora una volta Dylan, vittima di un piano ordito da una vecchia “amica”.

Un filo rosso lega Wickedford a Londra, stringe Bloch e i volti cari all'indagatore dell'incubo, proprio per diventare un cappio sempre più stretto al collo di Dylan, in una storia spietata che colpisce al cuore; destini appesi a un filo insanguinato tenuto in mano dalla sadica Nora Cutberd e dal suo scagnozzo Gas. Due vecchie inimicizie già comparse una volta sulle pagine della serie regolare: due poco amichevoli figure rese accidentalmente immortali dall'indagatore dell'incubo, in quell'albo dell'anno scorso (Mai più,ispettore Bloch), e ora pronte a reclamare la loro vendetta.

Paola Barbato, prolifica sceneggiatrice garante e simbolo delle rivoluzioni che in questi anni hanno accompagnato e sostenuto, guidandolo, il Dylan Dog della serie regolare, ci regala in questo albo una vicenda che unisce un thriller sociopatico e il sadismo dello splatter incarnato ad personam dalla vendicativa Nora. Bruno Brindisi, storico disegnatore della Bonelli – e soprattutto di Dylan, nda – firma le tavole di questa storia col il suo tratto pulito e chiaro, capace di rendere cruda – come deve essere – la follia e l'incubo, lo struggimento e la disperazione con la maestria che gli è propria.
E una gradita, ed esplosiva, citazione a coronare il tutto.



Capitoli che si riaprono, personaggi che ritornano, tutti segni e garanzie di continuità che investono la serie regolare, assicurando un prosieguo tutt'altro che noioso alle vicende dell'inquilino di Craven Road. Una linea di continuità che ci auguriamo che, se non per gli antagonisti, possa essere ripetuta il prossimo mese aprendo e sviluppando nuovi risvolti con l'annunciato, e colorato, DD n° 350, dal significativo titolo Lacrime di pietra, storia che porterà al centro della scena una dolente vicenda riguardante l'ispettore Bloch.

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