mercoledì 24 dicembre 2014

“Niente falli e bambole gonfiabili su @amazon (Italia) per #natale”
Oppure: “Un articolo che – forse – avrebbe potuto scrivere @viceitaly”

di Mattia Sangiuliano

Butt plug, dildo, sex toys, vaginal balls, bondage in chain, BSDM di varia natura e un guardaroba rigorosamente in latex; queste sono solo alcune delle numerose chiavi che aprono le porte del paradiso per i cari amici dei sexy shop online, paradiso che, per gli acquirenti italiani, clienti @amazon, sono rimaste – e rimarranno, per adesso – chiuse. Se per le feste avevate intenzione di regalarvi “momenti di piacere”, per citare la pubblicità della Durex, ecco a voi una grande delusione per questo #natale2014; a quanto pare la versione italiana del noto ed idolatrato sito di eCommerce, @amazon, non ha pensato a voi. Per il vostro Natale, ma non solo il Natale!, sarete costretti a rinunciare ai doni che sotto l'albero avrebbero potuto rintuzzare la languente fiamma della candela natalizia della vita coppia – forse un po' ammosciatasi nel corso degli anni – sino a causare, magari, un bell'incendio.


Sarà colpa della presenza della città del Vaticano, forse qualche scoria di scudo crociato qua e là, ogni tanto riesumato – rigorosamente sotto le festività. Saranno le fantomatiche “tradizioni” che molti movimenti – politici e non – vogliono difendere sotto Natale? Tipo il Presepe, il sano e tradizionale Presepe natalizio, uno ogni scuola... ma che dico: uno per ogni classe! In fondo bisogna pur far pandant in qualche maniera con il sempre immortale crocefisso che dall'alto del suo dolente seggio deve osservare imperterrito ogni anno i soliti professori e gli stessi programmi scolastici – l'avremmo promosso come simbolo tradizionale, ma questo Cristo lo abbiamo bocciato come scolaro!

Per quanto si cerchi, per quante combinazioni lessicali si provino sul motore di ricerca del sito, la porta del paradiso non si apre; nessuna sezione del sito italiano di @amazon sembra nascondere alcun tipo di attrezzo erotico. Questo mentre nelle altre versioni continentali ed extra-continentali del sito si può trovare praticamente di tutto. Tutto materiale rigorosamente waterproof.

“Body care” per la versione anglosassone del sito, “cura della persona” nella versione italica; la distanza si fa tangibile: piovono falli in tutta Europa (e oltre) ma la versione italiana del colosso di eCommerce lascia il grande pubblico a bocca asciutta. La pudicizia italica non trova limiti, tra vari eBook rosa – a tinte molto tenui, salmonate – che sfiorano il trash già solo per via delle copertine versione Harmony ma molto più risibili e comiche – vendibili infatti solo come eBook online – spicca il non-plus-ultra dei massaggiatori (intimi – nda)... ma per i piedi.

Storia di un ottuagenario?

Ed ecco che, l'unica cosa che emerge dalla ricerca disperata di quella chiave paradisiaca e in realtà un piccolo e angusto buco nella recinzione: il massaggiatore intimo, vagamente dissimulato nelle descrizioni (ufficiali) e nei commenti (degli utenti), qualcosa che, agli occhi dei familiari più ingenui, all'arrivo del corriere, può essere spacciato come il microfono di sing star per la Playstation. Sperando che la figlia non se lo porti alle labbra dopo l'unboxing nel tentativo di imitare una Violetta molto poco Disney.

Forse non tutti lo sanno

Willy (a destra)
In effetti, provando a ingegnarsi, non si sa bene neppure come rapportarsi con la stessa ricerca del prodotto sulle piattaforme in lingua italiana poiché, come si sa, la maggior parte dei sollazzi erotici deriva il suo nome direttamente da quello anglofono, nella stragrande maggioranza dei casi ci troviamo di fronte a una vera e propria introduzione dell'originale lemma – o definizione – dalla lingua anglosassone che, non solo la ha coniato, lo ha diffuso ma lo ha fatto adottare come definizione anche negli altri paesi. Forse anche in questa direzione appare ancor più retrograda la posizione italiana che sembra rigettare l'intraducibilità – apparente – di certi accessori. Chi, non trovandoli in lingua originale, decidesse di utilizzare un calco dalla lingua inglese si troverebbe a digitare “giocattoli del sesso” in luogo di “sex toys”, “dilatatore per il culo” in luogo di “butt plug” e così via con una lista che più che ironica e volgare sembra a dir poco grottesca.

Sempre in questa direzione, però, neppure google o la fedele Wikipedia – allergica ad ogni tipo di conservatorismo sessuale – non sa dare una spiegazione o un possibile aiuto per scardinare le porte del mistero celeste. Ad esempio: quale potrebbe essere l'italianizzazione di dildo? Qualcuno lo sa? Tranquilli. Neppure wikipedia.

Il rischio, allora, in mezzo a tanto disinteresse verso i clienti cultori del BSDM e non solo, sarebbe quello di dover mostrare la faccia in qualche erotic shop, magari previa rispolverata di un vecchio pastrano, per cercare di dissimularsi dietro un relativo velo di anonimato. Un po' come quando da pischello – nell'era della preistoria senza pornsharing, praticamente poco dopo le caverne ma subito prima del selfie – si doveva andare a chiedere al giornalaio di fiducia – non di famiglia – timorato come non mai, una copia di qualche giornale, sottobanco, pregandolo di non dire niente, tra i sorrisi di questo e la vergogna che pesa e pulsa come un'erezione dissimulata con una mano in tasca. Allora era duopo inventarsi una genealogia di allusioni che farebbe impallidire il Tolkien del Simmarillion per indicare RIVISTA PORNOGRAFICA senza dover usare queste due parole nella stessa frase.

L'esperimento – Cercando di trascendere la singolarità italica ci siamo domandati (leggi: mi sono domandato) se la situazione di pudicizia affliggesse solamente la penisola italiana. Abbiamo (leggi: ho) escogitato a questo proposito un semplice esperimento. Per fare una prova abbiamo aperto nel nostro browser una serie di finestre, per ogni finestra un amazon dedicato ad uno specifico paese, abbiamo scelto una parola – una a caso – che non avesse grossi problemi di traduzione o di fraintendimenti e l'abbiamo inserita nel motore di ricerca del sito: la nostra parola era dildo. I risultati di questo esperimento sociale nel mondo dell'eCommerce erotico attraverso @Amazon ci hanno un po' sorpreso. Su ben 14 (quattordici) versioni di @Amazon, per 14 (quattordici) paesi, “solo” 6 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Spagna, Stati Uniti) commercializzano articoli erotici – nel caso specifico dildo, di varie dimensioni e con varie specifiche tecniche – mentre gli altri 8 (Italia, Brasile, Cina, India, Australia, Messico, Paesi Bassi, Regno Unito) propongono al massimo qualche articolo-scherzo gonfiabile – il più delle volte – e una valanga di eBook “rosa” sui generis. Apparentemente la vita del procacciatore di materiale erotico sembrerebbe scontrarsi contro un servizio che non risponde alle sue esigenze di hard-consumatore.

Ma se sono in Italia come faccio a procurarmi online, magari proprio attraverso Amazon, essendo un veterano dei privilegi offerti dalla mia sottoscrizione Prime, un inalienabile e irrinunciabile “ULTRADNA® Sex Simulation Electric Stimulate Waterproof Soft Big LargeRealistic Dildo Penis Cock Strong Powerful Vibrating VibrationVibrator Realistic Skin Magic Wand AV Stick with Erotic Dice di cui ho un estremo bisogno, per far bella figura almeno al cenone di capodanno?

Se questo è il problema la soluzione è a portata di mano; ed è poco oltre la frontiera: basta guardare oltre il confine e chiedere a qualsiasi paese della comunità europea (e oltre), cercando di rimanere in eurozona per non aver troppi problemi di conversione (ma in caso contrario io uso questo), uno a caso che, stando all'esperimento sopra riportato, commercializzi senza remore in materiale erotico; io, personalmente, opterei per la Germania.

Una scorciatoia per avere il paradiso a portata di mano, senza dover andare face-to-face in qualche sexy shop.
Il Natale è salvo. E con esso la libido.


ps. ATTENZIONE: i tempi di consegna potrebbero subire variazioni nel periodo natalizio

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