sabato 1 novembre 2014

Rivoluzione Dylan Dog.

di Mattia Sangiuliano.



Se ne è parlato tanto e in tutte le salse: “Dylan Dog cambia faccia”. Un tuffo al cuore per gli appassionati del celebre – quanto unico – indagatore dell'incubo come di quei disillusi che, già da tempo – molto tempo – avevano smarrito quella che era la voglia iniziale di immergersi nelle storie da incubo del don Giovanni londinese, del suo assistente Groucho e dell'ispettore Bloch.

La “rivoluzione dilaniata” affonda le sue radici in un momento ben preciso dello storico fumetto di casa Bonelli. I riferimento alla storia contemporanea ci fanno prendere per buono, per lo meno approssimativamente, il Dylan Dog numero 324 (settembre 2013). Dalle pagine del Club degli Orrori – Dylan Dog Horror Club – Tiziano Sclavi in persona prende la parola per segnalare come, dai numeri successivi inizierà il lento cambiamento; il testimone e il timone della nave – o del galeone – passerà in mano a Roberto Recchioni in qualità di “nuovo curatore della testata”.

Il nome di Recchioni risuona sulle pagine di questa dichiarazione ufficiale quanto il lugubre e caratteristico campanello urlante cui si aggrappano i clienti dell'indagatore di Craven Road.
Roberto Recchioni, classe 1974, un nome e una garanzia che fa sospirare i fan dell'Old Boy britannico; scrittore e fumettista nonché sceneggiatore dell'ormai celebre Dylan Dog numero 280 (gennaio 2010): Mater Morbi; struggente storia arricchita dalle splendide tavole di Massimo Carnevale.

Mai un albo riuscì a destare così tanta attenzione di pubblico, merito la struggente e coinvolgente storia che come mai, sino ad ora, eccettuato qualche storico albo dei decenni precedenti, riuscì a tenere incollati alle sue pagine i fan più intransigenti e accaniti così come le nuove leve, i novizi lettori dell'indagatore. Accanto al favore del pubblico non si può non accennare – così come non si può non notare – il favore editoriale che ammanta il successo del numero 280 di DD.

In breve tempo viene ideata una speciale edizione per celebrare il successo e il favore mosso dalla pubblicazione di Mater Morbi la madre di tutte le malattie – con un albo cartonato edito dalla BAO, casa editrice che già in passato collaborò in maniera molto stretta con il nome di Dylan Dog, e in epoca recente come possono testimoniare altre creature partorite dalla Sergio Bonelli Editore, non da ultimo – vogliamo sperare – le raccolte in cartonati della serie Orfani, ormai giunta alla seconda stagione sulla serie regolare. Ed è la copertina variant partorita dallo stesso Carnevale a venire letteralmente divorata dai fan dell'albo, poiché è di questo fenomeno che si parla: un albo che riesce a coinvolgere in maniera uniforme generazioni di lettori appassionati e persino di outsider del fumetto italiano, se non del fumetto in generale.

Una storia che ha fatto scalpore, suscitando il beneplacito consenso di molti fan storici, di quella fauna che, spesso – e a torto – riesce a dire che Dylan è morto qualche decennio fa, quando le storie hanno perso molto del loro smalto. Una frase fatta che però, bisogna dirlo, sembra aver anche troppi riscontri nella realtà. Non a caso il favore editoriale di Mater Morbi sembra aver fatto pendere l'ago della bilancia verso Recchioni, il futuro dell'indagatore dell'incubo viene riposto nelle sue mani.

Un anno di Dylan Dog (n°325-336)
Una nuova vita” – questo il titolo dell'albo numero 325 in cui Recchioni viene ufficialmente consacrato a curatore dell'opera. Si da avvio a quella che non manca di venire definita la prima fase di rivoluzione per Dylan Dog. Per un anno, dal numero 325 al numero 336 saranno pubblicate le storie che già erano in cantiere; verranno però revisionate e adattate al nuovo corso degli eventi. La prima parte dell'opera di trasformazione verso il futuro di Dylan Dog parte dalla proposta che investe le copertine degli albi; rimane il tradizionale “formato bonelli” noto ai più, subisce un piacevole cambiamento la veste grafica delle copertine all'insegna della pop-art. Tra le altre cose, a partire da questo numero, sarà proprio Roberto Recchioni a presenziare stabilmente le pagine dell'Horror Club che apre tutti i volumi. Pagine ricche di riferimenti e brevi – talvolta brevissimi – dossier e spunti di cultura di genere per comprendere o allargare gli orizzonti della storia narrata nell'albo. Come nei migliori numeri di sempre: una rubrica che parla dell'incubo a 360° e non solo.

Spazio profondo” – è con questo titolo e con il numero 337 che comincia la seconda parte della rivoluzione che va oltre il nuovo restyling che ha contraddistinto la prima parte dell'era Recchioni, nel suo primo anno di attività come nuovo curatore dilaniato. Se i 12 numeri che hanno caratterizzato un anno solare, e precedendo questo albo hanno rappresentato la prima fase di svecchiamento, ora si entra nel vivo della rivoluzione e lo si fa a colori. Qual modo migliore di celebrare la nuova era, il nuovo corso, se non con delle tavole a colori? L'intento simbolico è presto svelato, con questo numero ci troviamo ancora in sostanziale linea di continuità con la prima era, salvo qualche altra piccola modifica stilistica, ma dal numero successivo si entra nel vivo del lento quanto agognato cambiamento dell'era Recchioni.

Mai più, ispettore Bloch” – che il cambiamento abbia inizio! Come aveva già segnalato lo stesso Tiziano Sclavi dalle pagine dell'Horror Club del numero 324 “Bloch finalmente andrà in pensione”. E non sarà una passeggiata per l'ormai ex-ispettore di Scotland Yard e per il suo caro Old Boy, alle prese con un inatteso evento che definirlo soprannaturale è davvero poco.
Si entra nel vivo della vera e propria rivoluzione, un albo che, se non a colori come il precedente, ha la chicca di contare ben sedici pagine in più rispetto al tradizionale formato dilaniato di 96 pagine. Un piacevole e godibile regalo; così come è godibile la raffinata citazione della copertina firmata da Angelo Stano, un riamando alla tradizione del fumetto, in fattispecie statunitense, ricordando il celebre numero 50 di the Amazing Spider-man intitolato proprio Spider-man no more, per omaggiare il caro e buon vecchio ispettore.

Altre rivoluzioni, altri eventi accompagnano il cambiamento che investe la serie mensile dell'indagatore. Dal numero 339 “Anarchia nel regno unito” farà la sua comparsa un nuovo personaggio: l'ispettore Carpenter. Per chi invece abbia visitato il Lucca comix 2014 avrà fatto la prima conoscenza di un nome che molto presto sbarcherà sulla serie regolare di Dylan Dog a partire grossomodo da febbraio 2015: mi riferisco a John Ghost - Al servizio del caos; la nuova nemesi dell'indagatore dell'incubo.


The nightmare must go on. A quanto pare, finalmente, la rivoluzione è entrata nel vivo.

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