mercoledì 26 marzo 2014

Auguri a Pierre Boulez

di Mattia Sangiuliano

«Ci sono moltissime cose nella direzione, al di là dei fenomeni psicologici: quando si dirige un'orchestra bisogna conquistare gli strumentisti, accordandosi al loro temperamento.» Pierre Boulez

Pierre Boulez, direttore d'orchestra e compositore francese di musica contemporanea nasce il 26 marzo 1925 a Montbrison, nella Loira. All'età di sette anni prende lezioni di pianoforte assieme alla sorella. Frequenta il Collège cattolico di Saint-Etienne; studia matematica in classi speciali.
«Mio padre era ingegnere, e voleva che seguissi le sue orme. Così mi sono diplomato in matematica a Saint-Etienne, nella provincia dove sono nato, e poi ho fatto un anno di preparazione a Lione per l'École Polytechnique. Avevo interesse e talento per la matematica e mi è sempre piaciuto studiarla, a patto che non diventasse un obbligo che mi distogliesse dalla musica. Avevo e ho una grande ammirazione per i matematici, per il modo in cui la loro mente lavora, per come ragionano su cose che inventano. Questo mi sembra il loro aspetto più creativo.»
Il padre, industriale nel campo dell'acciaio sogna per Pierre una carriera in campo scientifico.
«Per quanto ci riguarda noi siamo la generazione dell'immediato dopoguerra, tutti giunti all'età dell'apprendistato e delle scoperte, delle epifanie e delle rivelazioni, in quel momento cruciale a cavallo tra anni di isolamento e di apertura. Dopo sei anni di barriere, di battaglie politiche, di lotte ideologiche, di devastazioni, la curiosità dell'altro ritornava su un terreno passabilmente appianato: dopo la reclusione e l'ostilità, l'apertura, progressiva certo, ma irresistibile. Siamo dunque una generazione segnata dalla guerra più di quanto non avessimo avvertito al momento.»
All'età di 17 anni Pierre prende la decisione di lasciare la matematica per dedicarsi interamente alla musica; si trasferisce così a Parigi dove, dopo due anni, nel 1944, sarà ammesso al Conservatorio.
Nel 1946 lascia le classi di Messiaen e di Leibowitz per aderire alla musica atonale e seriale. In questo stesso anno viene nominato direttore dalla musica di scena della Compagnie Renau-Barrault.
Compone la Sonatina per flauto e pianoforte, la Prima Sonata per pianoforte e la prima versione di Visage nuptial per soprano, contralto e orchestra da camera, su poemi di René Char.In questo momento Boulez sarà anche un fecondo saggista, autore di feroci stroncatore verso i saggi del suo tempo e di rivoluzioanrie riletture dei classici. Da autodidatta apprende la direzione d'orchestra.
Nel 1952 attacca il viennese Arnold Schönberg, uno degli iniziatori del sistema atonale del XX secolo e applicatore del metodo dodecafonico, nel saggio poi celeberrimo: Schönberg è morto, in quanto non era stato in grado di rompere gli schemi gettati dal sistema tonale:
«Quando non c'era il computer, usavo sequenze ritmiche che oggi sarebbero calcolate automaticamente, e che invece io calcolavo a mano. Come nelle mie Strutture per due pianoforti, del 1951. Oggi se ne potrebbero scrivere diecimila, modificando i parametri di densità, di altezza dei suoni, delle ottave... Avessi avuto il computer allora l'avrei fatto.»
Fonda, nel 1953 con l'appoggio di M.Renauld e di J.L.Barrault i Concerts du Petit Marigny che nel 1954 prenderanno il nome di Domaine Musical.
«Negli anni '50, dopo la guerra, quando non c'era più niente da perdere, la guerra aveva già azzerato tutto, si era più intrepidi, non si temevano sperimentazioni radicali.»
Nel 1955 scrive la celeberrima Le marteau sans maître. Del 1957 la scrittura della composizione Pli selon pli che si protrarrà sino al 1962.
Gli anni seguenti sono caratterizzati da insegnamenti: in Germania, nel 1960 insegna analisi e composizione al Conservatorio di Basilea; nel 1962 terrà corsi come professore ospite presso l'Università di Harvard.
«Nel pubblico ci sono persone diverse. La maggioranza è legata al repertorio classico e romantico: sarebbe folle far finta di non saperlo. Ma io credo che quando tu presenti un concerto che sia stato ben preparato, lo spettatore lo avverte, ti dà fiducia, e così alla fine si ha un buon ascolto.»
Nel 2000 la sua composizione Répons vince un Grammy Award nella categoria Classical Contemporary Composition. In Israele gli viene conferito il premio Wolf per le arti, assegnato, lo stesso anno, al direttore d'orchestra italiano Riccardo Muti e, nel 2008 al recentemente scomparso Claudio Abbado (vedi QUI, "Un saluto a Claudio Abbado").
Nel marzo 2005, per la celebrazione degli ottant'anni di Pierre Boulez viene organizzata a Berlino una fitta serie di concerti.
«Stranamente man mano che si riduce il cammino davanti a sé, il passato perde la sua importanza in quanto patrimonio protetto; al contrario il futuro, la scoperta, la ricerca, affascinano sempre di più. Si è attratti da uno sviluppo di cui è impossibile indovinare gli esiti, a breve e lungo termine - in ogni caso provvisorio - dato che la storia ci conferma le prospettive già fatte sue, ma ci nasconde quella che racchiude il futuro. Così i modelli anteriori passano in secondo piano mentre facciamo la posta a ciò che le generazioni future propongono.»

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