lunedì 20 gennaio 2014

Un saluto a Claudio Abbado

di Mattia Sangiuliano


A poche ore di distanza dal lutto, scorrendo le pagine digitali di Rai letteratura, non posso che rimanere stupito dall'apprendere della scomparsa dell'onorevole senatore a vita, e Maestro, Claudio Abbado, già da tempo ammalato.

Claudio Abbado, uomo di cultura, nominato senatore a vita per i suoi meriti nel campo della musica e dell'arte il 30 agosto 2013 (vedi QUI-"Il merito dell'onore"), si spegne alle 8:30 del 20 gennaio 2014.

Già al tempo della sua nomina presidenziale non mancarono aspre critiche da più e più parti; in un periodo di revisione dell'inventario, l'eliminazione dei senatori a vita veniva vista come la garanzia prioritaria per risollevare l'Italia dal baratro della crisi, un modo per eliminare il superfluo, una spesa inutile, dimostrando ancora una volta come, quando si parla di cultura e di meriti, i facili populismi siano sempre in agguato.

La cultura permette di distinguere tra bene e male, di giudicare chi ci governa. La cultura salva.

Non importavano allora i meriti e gli elogi che il maestro Abbado si vedeva tributare in tutta Europa ma, in special modo, tra Austria e Germania, dopo il lavoro svolto tra la Staatsoper di Vienna e la Philharmonie di Berlino. "Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana" (7 dicembre 1984); "Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte" (13 gennaio 1997); "Grand croix de la Légion d'honneur"; "Großes Goldenes Ehrenzeichen für Verdienste um die Republik Österreich"; "Gran Croce al Merito dell'Ordine al Merito di Germania"; "Gran Croce al Merito con placca dell'Ordine al Merito di Germania", «per l'alto valore del lavoro artistico svolto a Berlino» (2002).

La cultura è un bene comune primario come l'acqua; i teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti.

La sua nomina non mancò di infastidire il centro destra per via delle critiche che lo stesso Abbado mosse, in passato, a Silvio Berlusconi. Viene ricordato -sul Fatto quotidiano online- ancora il suo amore per la cultura e la decisione di rinunciare allo stipendio da parlamentare per devolverlo "alla scuola di Musica di Fiesole a sostegno di borse di studio".

"Bologna piange il suo Maestro" titola il Resto del Carlino. Ma non solo Bologna sentirà la mancanza di un uomo che ha creato un vivo connubio nel suo lavoro unendo amore per la musica e continua ricerca artistica nella sperimentazione del classico, in prima linea nel deprecare i mostruosi tagli che il nostro paese infligge al settore più ricco che possiede: la cultura.

Mi piace lavorare in città piccole e vive, e in regioni dove si fa davvero cultura, come l'Emilia Romagna, ricca di iniziative per rendere il nostro mondo più vivibile.
Un ultimo saluto Maestro; In memoriam.



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