martedì 31 dicembre 2013

"Spirito dei tempi" in luoghi oscuri

di Mattia Sangiuliano
«So our young men hid
with guns, in the dirt
and in the dark places»

P. J. Harvey
Un anno sta per concludersi; fra poche ore piazze e locali di tutto il mondo si riempiranno per celebrare la fine del vecchio anno e l'avvento del nuovo.

Un anno sta per concludersi e, già da settimane, i più grandi social network ripropongono, magari innovandoli, i noti ritrovati digitali per la celebrazione del vecchio, in vista del nuovo che avanza; dagli spot di facebook, da quelle raccolte di eventi che hanno caratterizzato un anno, mediante l'analisi dell'utenza sul social, al curioso montaggio di circa un minuto che plus ha proposto, unendo a caso foto, immagini e video che l'utente ha salvato con della musica campionata per la celebrazione di questi brevi istanti.
In questo marasma di celebrazioni personali, tutto viene sovrastato dalla pompamagna che accoglie, ad onore di cronaca -e di pubblicità- il noto ritrovato di casa Google: "Zeitgeist"; traduzione del tedesco "Spirito dei tempi".
Così Zeitgeist celebra i più grandi eventi dell'anno raccogliendo tutte le ricerche che gli utenti hanno compiuto su google; riuscendo così a creare una classifica degli eventi che hanno caratterizzato tutto l'anno, mediante il grado di interesse che le persone hanno mostrato verso notizie di attualità e di interesse, il più delle volte, globale. Spiccano così gli eventi sportivi più emozionanti, l'incontro tra due papi, Bergoglio e Ratzinger che si scambiano un bacio e un saluto, le nuove scoperte e le missioni spaziali; le elezioni politiche, la riconferma di Angela Merkel come cancelliera tedesca, il Royal Baby.
E le guerre.
Ma come sempre, in un mare di celebrazione, la commozione si miscela in un tutto informe, in una salsa agrodolce, in cui è impossibile discernere e distinguere tra emozione ed emozione. Un unico sentimento di partecipazione a quegli eventi amalgama il tutto; non si distingue ciò che è bene e ciò che è male. Tutto viene appiattito per la celebrazione utopica dell'"Io c'ero. Io ho visto. Io ricordo".

Ma il ricordo non basta. Con il tramontare di un anno e il sorgere splendente del nuovo, i nuovi propositi tramontano ancor prima di nascere, assieme al vecchio. Lo spirito non viene rigenerato, e ciò che può essere evitato, nel suo ripetersi costante e perpetuo rimane vincolato alla forma e alla struttura della ripetizione sistematica.
E le guerre che sono state continuano a ripetersi nei tempi oscuri; e lo spirito che vorrebbe rigenerarsi con la prospettiva di un nuovo inizio rimane vincolato a un passato che non vuole rigenerare la sua forma.

È giusto dunque celebrare la voglia, e la speranza di una rigenerazione, anche attraverso l'arte e la possibilità di far risplendere un nuovo e vitale spirito sotto la superficie della finta appariscenza di una struttura ripiegata e strangolata su se stessa; tale è la forma di una società capace di emozionarsi e commuoversi, ma non di cambiare.

Una bellissima canzone della cantautrice inglese P. J. Harvey, "In the dark places", vuole ricordare proprio tutta la sofferenza e il dolore di quelle guerre combattute nel passato e perennemente ripetute, uguali e identiche, nel presente. Una voce tormentata attraversa il testo e le note della Harvey, e la coscienza si dispera e piange di quei "luoghi oscuri" in cui si combatte e in cui un nuovo "spirito dei tempi" potrebbe rigenerarsi.


"In The Dark Places"

We got up early,
washed our faces,
walked the fields
and put up crosses.
Passed through
the damned mountains,
went hellwards,
and some of us returned,
and some of us did not.

In the fields and in the forests,
under the moon and under the sun
another summer has passed before us,
and not one man has,
not one woman has revealed
the secrets of this world.

So our young men hid
with guns, in the dirt
and in the dark places.

Traduzione:

"Nei luoghi oscuri"

Ci siamo alzati presto,
lavato le nostre facce,
camminato nei campi
e messo croci.
Passati attraverso
le montagne maledette,
andati all'inferno,
e alcuni di noi sono tornati,
e alcuni di noi no.

Nei campi e nei boschi,
sotto la luna e sotto il sole
un'altra estate è passato prima di noi,
e un uomo non ha,
non una donna ha rivelato
i segreti di questo mondo.

Così i nostri giovani uomini si nascosero
con le pistole, nella sporcizia
e nei luoghi bui.

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