domenica 3 novembre 2013

L'uomo con un bersaglio dietro la schiena

di Mattia Sangiuliano

Sono stupito e, lo ammetto, divertito da quanto sia bersagliata la pagina internet del giornalista Gad Lerner, da parte di troll o, più semplicemente, facinorosi del web che si divertono a creare confusione celandosi dietro a quel beneplacito mimetismo che sa donare la fisionomia dell'anonimato da nickname capace di assicurare il riserbo riguardo l'identità della persona.

Il conduttore dell'Infedele, trasmissione di attualità e cultura -che ne dicano gli oppositori- in onda sulla rete La7, diviene letteralmente un bersaglio mobile all'interno della rete. Non appena pubblica qualcosa, magari commentando tematiche di attualità o di politica, viene subito colto da un fiume di critiche digitali, attacchi verbali che vanno dalla semplice contestazione del suo pensiero alla decontestualizzazione delle cose scritte citando articoli anteriori, passando per la più becera offesa personale.

A questo scenario poco edificante non può che aggiungersi il chiaro orientamento sinistrorso del giornalista che, come si può ben immaginare, attira critiche da destra e da centro; come se non bastasse, essendo Lerner, a volte, critico con la sinistra, si prende le ingiurie dall'elettorato di questa area politica.
Le critiche di area grillina, inoltre, sono all'ordine del giorno per un uomo "di apparato" come Lerner che è di chiaro orientamento non grillino giornalista -e questa è la cosa più grave.

Un recente articolo pubblicato da Lerner in merito ad un nuovo libro dello scrittore ceco Milan Kundera ("Peccato, l’ultimo libro di Kundera è una boiataQUI) ha attirato la mia attenzione non tanto per il giudizio negativo che traspare dalla breve ma puntuale analisi del giornalista che si preoccupa di sottolineare la grandezza dello scrittore in questione citando i titoli di altre grandi opere, rimanendo egli stesso contraddetto da questo suo giudizio negativo, ma senza per questo perdere il cipiglio del buon giornalista che gli fa liquidare in poche battute le sue opinioni sull'opera commentata salvandone solo le prime battute de “La festa dell’insignificanza”.

Quello che mi ha colpito è stata la mole di attacchi che, anche se in forma ridotta rispetto al solito, avevano come bersaglio lo stesso Lerner, ancora una volta nonostante l'avvertenza che precede l'inserimento del commento:
"Ti preghiamo di mantenere i toni della discussione entro i limiti di buona educazione".
La stessa solfa e le stesse parole di nickname per cui, come nelle battute di un Anonymus, viene da dubitare dell'esistenza di più soggetti, tutto diviene riconducibile all'operato di un solo uomo dietro un unico computer, intento a divertirsi -da solo- alle spalle di persone che vogliono esprimere un parere costruttivo, senza limitarsi ad attaccare personalmente altri utenti.
Uno, nessuno e centomila volti, tutti uguali, che si nascondono dietro una maschera di dissenso.

In circostanze come questa, quando si lamenta l'efferatezza di un animale da preda come quello della rete bisogna stare attenti: nel momento in cui si accenna alla possibilità di limitare la possibilità di commentare articoli su una pagina si diventa i legiferatori di una fantomatica "legge bavaglio", di un provvedimento volto a tarpare le ali alla democrazia e alla sacrosanta libertà di espressione. Lampante il caso del Presidente della Camera Laura Boldrini che ha parlato di misure per la rete, citando casi analoghi a quelli di Lerner.

C'è però una differenza sostanziale: il presidente Boldrini parlava di limitare uno spazio pubblico, come la rete, ponendo delle restrizioni, in un ambiente sociale che molti paesi non prevedono, costituzionalmente parlando, come teatro e palestra per il dibattito, ad esempio eliminando l'anonimato in un mondo come quello digitale che, a suo modo, si nutre della sicurezza che un popolo trae scrollandosi di dosso i vincoli della società, adottando un nuovo volto e nuovi tratti caratteriali; questo perché l'anonimato può celare, dietro l'attacco verbale, una più veemente istigazione a forme di violenza che possono divenire virulente nella vita reale.

Gad Lerner, invece, dimostrando di saper gestire il suo spazio digitale lascia sfogare i facinorosi senza mai intervenire; atteggiamento che può essere criticato dagli amanti del confronto dialettico e da chi attacca i VIP che conducono il dialogo senza mai chinarsi a raccogliere altri pareri; però è un fatto che, così facendo, lo spazio digitale di Lerner possa godere di un ampio traffico di persone che scambiandosi opinioni riproducendo una Agorà vera e propria, nonostante il più delle volte le discussioni siano limitate dai singoli attacchi che gli utenti si muovono l'un l'altro o inveendo contro il padrone di casa che riesce a mantenere ordine proprio senza il suo intervento costante.

A questo va unita la caparbietà di Gad Lerner che ha continuato a scrivere nonostante il gran numero di scontenti che quotidianamente si muovono sulle sue pagine e non abbia mai deciso di rimuovere la possibilità di commentare i suoi articoli, le sue opinioni, le sue idee.

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