martedì 5 novembre 2013

Corrado Passera e la retorica del "vadodestrismo"

di Mattia Sangiuliano

Dall'emblematico e paradigmatico caso di Metteo Renzi che continua a scagliare imperterrito le sue frecce del parto, sino al recente caso del Ministro Passera, accolto da Lerner (qui) con accenti ironici nella destra omaggiandogli un benvenuto con chiaro riferimento a quanto comparso, meno di un'ora prima, sulle pagine del quotidiano nazionale "Il Giornale" (qui).

Come per il "caso Renzi" anche qua, la retorica e le pagine (digitali o cartacee) si riempiono di citazioni, riferimenti, rimandi, critiche e, raramente, qualche sporadica ammirazione.
Un vorticare di opinioni e costruzioni, di parole che vogliono riempire il vuoto del "non-detto" bilanciando tendenze e umori.


Corrado Passera, individuo partorito nel governo Monti, è il figlio di quella tecnocrazia sopra le righe, uno di quei tecnici che non vedevano l'ora di risolvere la questione Italia per lasciare il palcoscenico della politica e che, immancabilmente, ritornano alla carica rimangiandosi tutto. Viene in mente il curriculum -e il profilo- di un altro personaggio figliato sotto il governo Monti, un "fratello" di Corrado Passera: Mario Mauro con il suo esempio di coerenza.

Tecnocrati sono quegli uomini che con la politica, a loro dire, c'entrano poco se non nulla; come Renzi, sindaco di giorno, aspirante segretario di notte.
Tutti personaggi che hanno molto in comune, come fanno notare editoriali di parte o semplici detrattori qualsiasi. Sono uomini nutriti di impasto culturale di spiccata tendenza liberista, centristi nel sangue ma democratici all'americana, cattolici orgogliosi del loro credo che deve essere subito asservito alla politica.

Riprendendo sotto mano la parole dell'articolo pubblicato sull'editoriale di Sallusti spicca subito, già dalle prime battute, quale sia la linea dei giornalisti di casa Berlusconi tutt'altro che preoccupati dalla discesa in campo di Corrado Passera. Si evoca così l'esempio di un altro centrista che, posto all'opposizione come anti-berlusconiano ha subito la giusta punizione: si cita il caso emblematico di Oscar Giannino.

A dirla tutta chi lo reputa pericoloso Corrado Passera? Un Renzi alla testa di un PD di stampo obamiano? Un cavaliere inesistente come Silvio Berlusconi?

Come qualche mese fa il centro destra vociferava "Ben venga Renzi", l'imberbe e moderato sindaco di Firenze, oggi, il giornale di Sallusti, citato ironicamente da Lerner, mormora tra le righe un "Ben venga Passera", l'ex tecnocratico centrista del governo Monti.

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