sabato 7 settembre 2013

A digiuno di coerenza

di Mattia Sangiuliano

Un falso lapalissiano? Una svista contrattuale? La tematica del "non sapevo", "non conoscevo", "non ero al corrente"?
La storia italiana è piena di tante piccole incoerenze, sempre giustificate da un'ignoranza che pende come un maglio sul capo di imputati che, pronti a giustificarsi, si fanno scudo dall'abusato "sono una vittima" o, peggio, "mica posso sapere tutto".
Certo non è il caso kazako, e in mezzo non c'è il sempre ignaro e candido Alfano, l'immacolato pupillo del governo Letta, il simbolo di quel matrimonio di riappacificazione che stringe timidamente la mano alla politica (e all'impresa) del primo ministro. Non fosse che il caso in questione intreccia (ancora una volta) la triade capitolina di politica, religione, informazione.
Ebbene, all'appello del papa di pochi giorni fa, il famoso digiuno per la questione siriana, hanno risposto positivamente, i ministri Mauro (Difesa), Lupi (Infrastrutture e Trasporti) e Bonino (Esteri), quest'ultima si è accodata tiepidamente all'iniziativa, per poi venire sommersa dal proposito pannelliano di fare una tre giorni di digiuno, coinvolgendo anche le carceri italiane "contro la guerra". Il classico Pannella dei tempi d'oro insomma, quello dal digiuno facile. Chissà se ha esteso l'invito a Berlusconi?

Maurizio Lupi, forse deve farsi perdonare qualche mala politica legata alle iniziative pro TAV in Val di Susa, meta toccata qualche giorno fa da Fassina (PD - tanto per completare il quadro della coerenza); forse qui il movente sembra quello religioso, il richiamo del pontefice, il ricordo della sua passata militanza nella DC... il solito insomma.
Il caso più interessante risulta essere quello del Ministro Mauro che ha raccolto con molto interesse e prontezza l'invito pacifista del papa, lui, eletto senatore tra le fila della "scelta civica" con Monti, dopo un'onorata carriera in "Forza Italia" prima e "Popolo della libertà" in seguito.
Uno di quei fatti epocali che, come la firma a sorpresa di tutti i referendum dei radicali da parte di Berlusconi, non ha fatto che spiazzare la sinistra italiana, che non sa interpretare il gesto, certamente politico, di certi elementi del centro destra.

Quando religione e politica si intrecciano con tematiche sociali e, magari europeiste, il nome di Mauro non viene neppure preso in considerazione. Eppure un certo Mario Mauro, qualche anno fa europarlamentare, attaccò la proposta di equiparazione tra coppie omo- ed eterosessuali, condannante anche l'omofobia, adducendo che un provvedimento come quello ha poco a che fare con la concreta tutela dei diritti fondamentali delle persone, sottolineando per giunta che un organo come quello europeo non era tenuto ad immischiarsi in faccende dei singoli stati, ovviamente ignorando il ruolo e il valore del diritto comunitario.
Giunti al fondo del barile non resta che scavare e, guarda caso, salta fuori un illustre antecedente, quello di un certo ex ministro della Difesa, tale Ignazio La Russa, uomo dalle chiare idee politiche di stampo MSI, giustificate (ma neanche troppo) dall'addurre, come da prassi, i tanto abusati natali moderati (come amano definirsi molti ex estremisti di destra). Battaglia donchisciottiana simile a quella del suo futuro succedaneo, questa volta combattuta contro l'Europa per tutelare i crocifissi nelle aule e negli uffici italiani.
Ancora eccesso di "moderazione", questa volta messa avanti come frutto della mai dimenticata cultura cristiana di tanti (e troppi) ex militi noti della destra nazionale. Ancora una volta una coerenza che scricchiola sotto i colpi di una ineliminabile ignoranza di fondo, su cui sedimentano architetture di battaglie politiche xenofobe e timorose del contatto fra etnie e culture diverse, o antiche battaglie e mire belligeranti che giungono sino alla stringente attualità.

Un motivo di incoerenza attraversa, oggi come non mai, il filosofico pensiero del ministro della difesa Mario Mauro del:
«Per amare la pace, [bisogna] armare la pace»
pronunciato in merito all'acquisizione dei famosi cacciabombardieri F35, in uno dei classici del pensiero guerrafondaio che riecheggia il classicheggiante SI VI PACEM PARA BELLUM.
Visto l'illustre predecessore sopra citato sullo scranno della Difesa, non stupisce la  pseudo-apologetica causa da cristiano-cattolico di Mario Mauro, figlio di quella concezione culturale dell'amore per le cause pontificie. Digiunerà seguendo l'invito del papa, negando la stessa negazione della guerra per una pace fine a se stessa depurata da ogni violenza come tramite. Il ministro Mauro digiunerà contro la guerra, forse ritenendo realmente gli F35 strumenti di pace e di Difesa.
Quando si dice 'toccare il fondo'. Non resta che scavare. O digiunare.

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