mercoledì 22 maggio 2013

"Il sonno della ragione". Omofobia e negazionismo.

di Mattia S.

"Il sonno della ragione genera mostri", disse il pittore spagnolo Francisco Goya.

È questa l'unica frase che mi rimbomba nella testa da quando ho saputo del gesto estremo dello storico francese Dominique Venner che alle 16:00 del 21 maggio, si è suicidato nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi puntandosi contro una pistola.
Un gesto scioccante, "mai nessuno si era ucciso all'interno della chiesa" non mancano di sottolineare quotidiani e siti di tutta Europa, riprendendo le parole del monsignor Patrick Jacquin. Un gesto reso ancor più sconvolgente proprio dall'aggravante del movente.
Lo storico francese si sarebbe tolto la vita per protestare contro la "mariage por tous" della legislazione del governo del socialista Hollande, recentemente rea, di aver equiparato il diritto di matrimonio e di adozione fra coppie etero e omosessuali.
Lo stesso Venner, qualche ora prima di compiere il gesto estremo, aveva scritto sul suo blog: «Serviranno certamente gesti nuovi, spettacolari e simbolici per scuotere i sonnolenti, le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini».
Nel suo gesto, e nella condizione sociale attuale, riecheggia la famosa frase dello spagnolo Goya.

Il sonno della ragione...
Eppure la "tematica" del sonno può facilmente essere estesa a tutta la produzione letteraria e agli interessi dello stesso Venner. Quello stesso sonno che porta il peso di un culto della negazione e della paura della modernità; un sonno che si ripiega in uno storicismo contorto e a-scietifico, legato a un passato fatto di sicuri "valori" cattolici, ripudiando ogni forma di dialogo.
Dominique Venner, militante degli ambienti dell'estrema destra francese, legato al Fronte Nazionale (FN), aveva già in passato fatto parlare di se per le proprie posizioni "storiche" sui generis, legate al mondo delle fervente (quanto fervida) produzione del negazionismo olocaustico di matrice francofona, autore di saggi di taglio monografico incentrati sulla rivalutazione positiva dei regimi dell'estrema destra europea, nonché di un controverso testo sul regime filonazista della Francia di Vichy. Lo stesso professore è stato anche citato nel libro dello storico italiano Claudio Vercelli "Il negazionismo, storia di una menzogna" (Laterza, 2013). Lo stesso Venner risulta essere il cofondatore, nel 1969, del Grece (Groupement de recherche et d'études pour la civilisation europénne), movimento meglio conosciuto come Nuova destra, che aveva come obiettivo "il rilancio culturale e politico della destra antiliberale, oggi meglio conosciuta come «antimondialista», superando i clichés e le aporie della vecchia destra radicale fascista e nazista" ("Il negazionismo, storia di una menzogna"; Laterza, 2013). Lo stesso Grece che aveva ospitato, nel corso degli anni, le dichiarazione di un altro sedicente storico, tale Oliver Mathieu, poi allontanato per le sue posizioni dichiaratamente nazionalsocialiste e apertamente antidemocratiche.

Il cerchio di questo "torpore" della ragione si chiude con Marine Le Pen segretaria del FN che ha accolto con un plauso il gesto del professor Venner, dichiarando: "Tutto il nostro rispetto a Dominique Venner, il cui ultimo gesto, eminentemente politico, è stato di tentare di svegliare il popolo di Francia". La stessa Le Pen che è favorevole all'introduzione della pena di morte in Francia, e favorevole a sostenere "prima i francesi" per allentare il disagio sociale, contro i bisogni di minoranze che patiscono tanto quanto i "francesi DOC".
La militanza nell'estrema destra risulta essere un connotato "genetico", Marine Le Pen è infatti figlia del noto Jean-Marie Le Pen, fondatore del Fronte Nazionale nonché compagno di banco del professor Venner nella palestra del negazionismo olocaustico; è anche l'autore della dichiarazione radiofonica del 13 settembre 1987, in cui definì le camere a gas: "un dettaglio della storia della seconda guerra mondiale", riprendendo l'assunto della generazione precedente che sintetizzava il concetto "revisionista" nella celebre frase: "Naturalmente ad Auschwitz non si sono gassati altro che i pidocchi", negante l'esistenza dello strumento mortale delle camere a gas limitandone dunque la portata, e la realtà, a fantomatico strumento di 'tutela' degli 'ospiti', guarda caso tutti ebrei; esponente di quella generazione che vuole negare l'esistenza dell'olocausto facendolo passare per un fantomatico complotto sionista, atto ad estorcere capitali alle potenze europee.
Un popolo francese diviso tra destra e sinistra che, se può vantare un certo progressismo in campo sociale (quasi a volersi farsi perdonare le velleità colonialistiche del secolo scorso - momento storico cui peraltro guardano con rimpianto le frange dell'estrema destra"radicale") ridimensiona quello che potrebbe essere definito, senza troppa presunzione, un "contromovimento reazionario" che attacca il progressismo francese scagliandosi contro le unioni civili e contro lo ius soli (applicato in Francia con restrizioni, come già detto QUI: "Noi stiamo con Kyenge"). Una Francia dilaniata, il cui oltranzismo xenofobo riposa su una ragione strumentalizzata dai movimenti popolari di un'estrema destra che si alimenta proprio di queste divisioni e dello scontento di chi cerca un capro espiatorio, facilmente ravvisabile in uno stato additato come permissivo e inclusivo.

...genera mostri
A neppure una settimana di distanza dalla giornata mondiale contro l'omofobia, tenutasi il 17 marzo, migliaia di persone inneggiano a Vanner come ad un "eroe in vita, ora martire", brandendo il fanatismo della cattolicità, contro una 'peccaminosa' sodomia medievale. Piccole realtà puntiformi che trovano un elemento di coagulo proprio in una rete che consente di far passare per democratico e politicamente corretto ogni sorta di attacco verbale a minoranze etniche, religiose o di orientamento sessuale 'minoritaro'.
Prende le mosse un "negazionismo" della propria vena antidemocratica filofascista di fronte al dato concreto di una politica discriminante e ancorata su posizioni controriformiste che paventano un passato di fasti e potenza nazionalista, direttamente proporzionale al numero di individui "puri" che la nazione permette di formare, con leggi di discriminazione e di esclusione. Il male che nega se stesso per potersi radicare nella società.
Sui siti delle maggiori testate giornalistiche si possono vedere decine di rispettabili "anonimo" o "lettore" che attaccano chi si batte per tutelare gli "ultimi".
Un'ignoranza di stampo reazionario dilaga in ogni forma di sproloquio portando a definire come antidemocratico il gesto di Hollande di estendere il diritto di matrimonio e di adozione alle coppie omosessuali. Il premier francese è divenuto l'emblema di una sordità connivente contro cui si scaglia una realtà omofoba che trova più ampio respiro proprio in un contesto sovranazionale. Un contesto che vuole negare a una minoranza la possibilità di veder sancito il proprio diritto civile.
Trova così un triste plauso, la posizione di Marine Le Pen del "prima i francesi", cui andrebbe aggiunta, per maggiore chiarezza: "eterosessuali e cattolici".

"Il sonno della ragione genera mostri". Mostri che hanno fatto della negazione la loro arma e della paura il loro scudo.


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