venerdì 19 aprile 2013

La piaga degli "esodati". Senza Mosè e senza manne.

di Mattia S.

Questi sono i nomi dei figli d'Israele che vennero in Egitto. essi ci vennero con Giacobbe, ciascuno con la sua famiglia.
Emblematiche le parole che aprono l'Esodo, il secondo libro della Bibbia, in cui prosegue il racconto della Genesi: la discendenza scelta è diventata un popolo che, in Egitto, vive in schiavitù. La schiavitù di un popolo che non può opporsi al tragico destino che lo costringe a vivere in catene, sotto la volontà di un tiranno, che diviene legge.

I figli d'Israele furono fecondi, si moltiplicarono abbondantemente, divennero numerosi, e il paese ne fu ripieno.
Gli esodati sono coloro che in previsione del pensionamento hanno lasciato il posto di lavoro e che rischiano di rimanere senza stipendio dopo il rinvio dei termini per la pensione. Okpedia definisce gli esodati come "lavoratori over 50 espulsi dal mercato dal lavoro e non ancora ammessi in pensione in conseguenza di un innalzamento dell'età o dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico", in poche parole uomini troppo "grandi" per essere considerati produttivi e asservibili ad una logica di mercato che vuole giovani (ma che non li può assumere -nda) e, al contempo, troppo "giovani" per poter accedere alla pensione. Gli esodati sono il frutto del decreto "mille proroghe" (LINK Wikipedia), del 2012, che prolunga una serie di scadenze relative alla vita amministrativa del paese: dal prolungamento delle scadenze per il risarcimento delle vittime dell'amianto, sino ai nostri esodati, ergo la proroga del vecchio sistema pensionistico. Proprio su questo argomento i primi cento giorni del governo Monti, incontrarono forti polemiche e vedranno un arrestamento dello sprint con cui aveva intrapreso la strada del risanamento, fino a creare una forte polemica tra il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, il presidente dell'Inps, Antonio Mastropasqua, e i sindacati.
L'angelo del SIGNORE gli apparve in una fiamma di fuoco, in mezzo a un pruno. Mosè guardò, ed ecco il pruno era tutto in fiamme, ma non si consumava.
Non solo esodati dunque ma lavoratori in genere vengono coinvolti e travolti dalla terapia d'urto dei "tecnici" di "palazzo Chigi", nel tentativo di salvare l'Italia dalle aziende di raiting e dal temibile declassamento da parte di Standard & Poors e assicurare, per quanto possibile, i lavoratori. La riforma del lavoro risulterà essere la tappa fondamentale, e irrinunciabile, in grado anche di creare un connubio fra stemperamento del clima estero e una parziale sistemazione del fronte interno. Elemento principale l'istituzione di una assicurazione sociale per l'impiego, al 75%, per tutti i lavoratori rimasti senza occupazione l'ASPI; che diventerà operativa nel 2017.
Dibattiti e non poche polemiche, riguardarono l'articolo 18 che prendeva in considerazione licenziamenti per motivi disciplinari, economici, di carattere politico, razziale o altro. Se negli altri casi si poteva far ricorso al giudice, per il motivo economico si prevedeva una indennità ma non il reintegro nel posto di lavoro, a meno che il lavoratore non fosse stato nella condizione di poter dimostrare che la giustificazione economica non sussisteva e fossero in ballo altre motivazioni.
Il Signore disse a Mosè: "ora vedrai quello che farò al faraone; perché, forzato da una mano potente, li lascerà andare: anzi, forzato da una mano potente, li scaccerà dal suo paese".
Un anno di tecnici non ha fermato il declino; ha fornito palliativi, il più delle volte sotto forma di un metadone illegale, passato sottobanco che ha finito con il bruciare ancora di più i legami neurali all'interno della società. In una situazione di stallo politico si è optato per rincarare la dose con una squadra di altri 10 tecnocrati.
Altre dieci piaghe bibliche che minano la credibilità di un potere di governo ormai delegittimato, o per lo meno agonizzante.

I soliti politici e politicanti sono stati affiancati da altri e nuovi falsi "Mosè", politici e politicanti, che con il loro bastone si sono offerti di salvare il popolo eletto.
vi sottrarrò ai duri lavori di cui vi gravano gli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi salverò con braccio steso e con grandi atti di giudizio.
Nella Bibbia queste furono le parole che Dio rivolse a Mosè ma, in una sorta di eretica blasfemia, le ritroviamo sulle labbra di quanti conducono politiche di opposizione sterile e autoreferenziale. Demagogia e promesse sempre attuali per una perpetua campagna elettorale. Serpenti che divorano le battaglie politiche fagocitando qualsiasi cosa possa essere usata contro un modello che si reputa 'superato', obsoleto e da demolire.
Mosè e Aaronne andarono dunque dal faraone e fecero come il SIGNORE aveva ordinato. Aaronne gettò il suo bastone davanti ai suoi servitori e quello diventò un serpente.
Ma d'altro canto chi tenta di difendere il proprio status in seno a una casta o, animato da un sano pentimento, vuole ristabilire un qualche contatto con il paese reale:
i maghi d'Egitto fecero anch'essi la stessa cosa con le loro arti occulte. Ognuno di essi gettò il suo bastone e divennero serpenti
Alle persone però piace il gesto rivoluzionario, non quello reazionario, e chi si proclama unico fautore della volontà del popolo e unico deus machina, può contare sullo scontento dell'intero popolo che ha subito lo sfacelo:
ma il bastone di Aaronne inghiottì i loro bastoni.
Viene legittimato l'unico detentore della verità ritenuta assoluta. L'esodato diviene un pretesto e un target elettorale, uno dei fulcri della campagna elettorale.
Quale che sia lo schieramento politico, lo status sociale, il programma (più o meno originale; più o meno rivoluzionario o moderato), le personalità che si mettono in campo, se la battaglia viene condotta con una logica di trinceramento e di opposizione programmatica e becera, lo scotto viene pagato dagli stessi elettori, dal popolo, che da oggetto delle mire del "patto politico" diviene carne da macello, e i suoi problemi servono solo per far urlare le piazze e far piangere i salotti televisivi, mentre il paese guarda attonito il caos, il dilagare della crisi
e vi fu un grande lamento in Egitto, perché non c'era casa dove non vi fosse un morto.

1 commento:

  1. note:
    1)Il termine "esodato" viene coniato nel 2012 dai mass media e dalla classe politica per indicare quei lavoratori che hanno perduto il posto di lavoro a seguito di una ristrutturazione aziendale, di un accordo sindacale o di un accordo economico con il datore di lavoro, contando di poter accedere in breve tempo al trattamento pensionistico e che hanno visto allungarsi il periodo di tempo di attesa con la riforma del sistema pensionistico. (da Okpedia)
    2)Per i riferimenti politici, economici e tecnici si è fatto riferimento a "L'Italia di oggi, storia e cronaca di un ventennio" di Giuseppe Mammarella (il Mulino, 2012)

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