giovedì 4 aprile 2013

La freccia del Parto.

di Mattia S.

Matteo Renzi non ci sta e rottamando Bersani scaglia la "freccia del Parto" contro il suo stesso partito aprendo al centro-destra.

I Parti erano una popolazione stanziata presso le sponde del Mar Caspio, rimasero nella storia per il filo da torcere che diedero a Roma, attorno al I secolo a.C. (dal 92 a.C. al 31 a.C.), lungo i confini orientali del dominio romano. Il mondo latino dovette far fronte ad un'agguerrita popolazione che, di fatto, limitava le pretese ecumeniche romane. I Parti, proclamandosi eredi dell'antico impero achemide, non solo ambivano a riconquistare i domini storici dei loro predecessori ma coltivavano pretese ecumeniche pari e opposte a quelle di Roma.
Il disegno universalistico romano dovette scontrarsi con la frustrante superiorità tattica della armate partiche che, inizialmente, sembrava assoluta; nonostante le debolezze interne di uno stato di tipo feudale, senza tradizioni civiche, che conosceva in continuazione periodi di incertezze e problemi di successione, l'esercito dei Parti si affidava in tutto e per tutto alla cavalleria pesante: forze montate  di lancieri corazzati che raccoglievano l'alta aristocrazia e micidiali arcieri.

Cavallo e arco risultarono essere un binomio letale, quanto inusuale, che portò alla triste e nota sconfitta romana presso Carrhae (53 a.C.).
I parti furono i primi a bardare i propri cavalli con pesanti catafratti, simili a quelli delle giostre medioevali, funzionali per la strategia che sovente adottavano contro eserciti avversari disposti in formazione o sparsi. Tale strategia consisteva nel caricare, anche da notevole distanza, le forze nemiche e penetrare in profondità la formazione nemica sfondando le prime file. L'impatto risultava devastante. Spezzatesi le lance i Parti scendevano da cavallo e mazza ferrata, ascia da guerra e sciabola facevano il resto.

I Parti vengono anche (se non soprattutto) ricordati per un altro elemento fondamentale e raffinato della loro strategia: l'abilità degli arcieri.
Gli arcieri Parti erano abituati a flettere l'ostico, quanto letale, arco composto, non facile da tendere ma dotato di una potenza incredibile. Gli hippotoxotai, oltre che abili arcieri, erano anche esemplari cavallerizzi specializzati nello scagliare la cosiddetta "freccia del Parto", il colpo mortale scoccato all'indietro durante la fuga.

La "freccia del Parto" è oggi, a livello popolare, un modo di dire che viene comunemente utilizzato in riferimento a una battuta malevola, a una insinuazione cattiva, un piccola rivincita che ci si prende dopo una sconfitta.

Matteo Renzi, il "rottamatore", la "versione Light dell'antipolitica di Grillo" (TgLa7), è la figura tipo che piace tanto al "centro" del "centro-sinistra"; quello stesso centrosinistra, tipicamente italiano, non sempre quello giovane (nda), che come ha scritto QUI il collettivo di scrittori bolognesi Wu Ming, si è spostato sempre più "a centro" per raccogliere i voti dei moderati, smettendo di definirsi sinistra.
Il sindaco fiorentino, sempre più lontano dalla "sinistra", non allineato alla politica bersaniana del "non allearsi con il centrodestra" che, come sostiene Bersani, "non esiste senza Berlusconi", confida in una alleanza con l'ala del PDL.
Renzi tornato alla carica, a seguito della sconfitta delle primarie, con tanto di catafratto partico e lancia fissata sul fianco, ha incominciato una manovra di avvicinamento alle schiere del PDL dopo aver sfondato le linee dello stesso PD che, nello statuto del 2008, dice di voler "costruire e consolidare":
"in Europa e nel mondo, un ampio campo riformista, europeista e di centro-sinistra, operando in un rapporto organico con le principali forze socialiste, democratiche e progressiste e promuovendone l'azione comune"
Ora, allontanandosi dal PD "di sinistra" sta scoccando frecce contro le schiere di quel Bersani che qualche mese fa, nonostante il largo margine di vittoria, gli concesse il "secondo turno" alle primarie. Un altro piccolo scacco per il progressismo "made in Italy" sotto forma di un'ingiuriosa frecciata, in vero stile partico.

A quanto pare Renzi, dopo aver presenziato alla trasmissione di "Amici", si è convinto che la tinta 'Pdl-oltremare' della squadra blu, è quella che fa per lui.



nota:
per qualsiasi curiosità in merito agli eserciti del mondo classico si rimanda a Il guerriero, l'oplita, il legionario di Giovanni Brizzi (il Mulino, 2011)

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