mercoledì 13 marzo 2013

Il piccolo Roy

di Mattia S.

Roy sgattaiola dal vicolo trattenendo il fiato. L'emozione per la recente scoperta ha soverchiato ogni logico brandello della paura iniziale.
"Devo assolutamente trovare Vlan" pensa Roy "ho bisogno di dirlo a qualcuno".
Così pensando, il ragazzo si lancia in una folle corsa sotto il sole del meriggio primaverile, sgusciando tra le gambe dei lavoratori che escono dagli uffici per la pausa pranzo. Nessuno si cura di un ragazzino sudato che corre per le strade del quartiere. Nessuno ha tempo per curarsi di lui; il ragazzino ne è perfettamente conscio ma sembra non dargli peso. Perlomeno non esternamente. Adesso poi, preso com'è dalla recente scoperta, non si cura proprio di quello che la gente possa pensare di lui.
"Devo trovare Vlan, devo trovarlo" si ripete mentalmente come se, da un momento all'altro, potesse dimenticarsi dell'imperativo assoluto che lo ha spronato ad incominciare questa sfrenata corsa. Procede tra la folla sfiorando il bastone di un vecchio oppure urtando la sporta di qualche donna di famiglia, in giro per le compere.
"Lui deve credermi. In fondo mi ha sempre creduto, mi è sempre stato vicino. Non come tutti gli altri. Mi posso fidare solo di lui!"
Supera il grande raccordo che è la piazza affollata, grande fulcro del quartiere, con due filobus in attesa sul lato collegato al centro della città. Questa però non è la sua meta. Roy, attraversando la piazza, imbocca la salita davanti a lui, senza curarsi delle fitte ai polpacci, causa della ripida erta che sta affrontando.
Sbuffando come una locomotiva raggiunge il parchetto vicino casa di Vlan, qui si lascia sfuggire un rantolo. Può riprendere fiato per un istante.
Il sole che picchia il verde del parco ferisce i suoi occhi; per un istante vede tutto nero. Non si cura dell'affanno o dei palpiti che lo scuotono. Ha una missione da portare a termine.
Nel parchetto, però, non c'è traccia di Vlan. Solo degli sporchi ragazzi della sua stessa età che si rotolano dietro un pallone mezzo sgonfio e sdrucito. Un dubbio lo assale all'improvviso: "Vlan non c'è! Non mi ha aspettato!". Al timore che lo rende attonito si sostituisce la rabbia che gli fa stringere i pugni: "Anche lui, mi evita! Sicuramente si è fatto convincere che sono solo un bugiardo!"
Un fischio alle sue spalle lo fa voltare di scatto. Ha riconosciuto all'istante il fischio acuto e dirompente di Vlan. In un primo momento non riesce a scorgere il suo amico. Alla fine lo scorge all'ombra di un albero, poco distante dai sottoproletari che giocano a pallone con le loro scarpacce scalcagnate.
Roy, con il fiato corto e visibilmente affannato, si avvicina al compare, all'ombra dell'albero. 
-Che hai fatto piccolo Rò?- 
-Roy!- lo corregge questi, a denti stretti.
-Hahaha! È vero piccolo Roy-Roy! Non ti piace il tuo nome. Beh, neppure a me piace il mio. Forse è per questo che andiamo d'accordo-
A queste parole Roy diviene raggiante, quasi dimenticandosi del suo segreto. Ricordandosene, si fa subito serio in volto, senza però riuscire a nascondere un sottile e affilato autocompiacimento.
-Ho un bel segreto da confidarti- sussurra approssimandosi al compare, per non farsi sentire dagli altri ragazzi che corrono e si insultano in mezzo alla polvere del parco.
-Ma non mi dire- sussurra Vlan senza distogliere gli occhi dalla palla che rotola. Aspetta qualche istante, per far lievitare la trepidazione dell'amico, poi, rivolgendosi verso di lui dice: -Avanti! Spara, piccolo Roy-Roy!-
Roy si lascia sfuggire il secondo grande sorriso della giornata. Nonostante sia più piccolo di soli due anni rispetto al suo amico, non se la prende quando Vlan lo chiama 'piccolo'. Vlan è uno tosto, non lo pensa solo lui, ma tutti i ragazzi del quartiere. 
-L'ho trovato!-
-Chi?!- domanda fulmineo Vlan aggrottando le sopracciglia.
-Quello di cui parlano tutti i ragazzi più grandi!-
Vlan, a queste parole scatta in piedi come una molla. Ora è lui che non riesce a trattenere l'emozione.
-Avanti, voglio vederlo!-
Roy si fa subito serio. Non aveva previsto un ritorno in quel luogo. -Ma... adesso è pieno di persone...la gente, gli uffici...- prova a giustificarsi.
Vlan sorride. Ha capito l'andazzo. Si accosta al piccolo Roy, e con voce suadente: -Forza Roy-Roy! Vuoi che qualcuno ti soffi lo scoop?-
Con labbra tremanti di rabbia, Roy risponde: -Io l'ho trovato!-
-Bene, allora andiamo!- Esclama. -A meno che non sia una balla- insinua stringendo gli occhi.
-No!- Salta questi -Non sono un bugiardo! Lo giuro!- Urla sgranando gli occhi.
-Allora andiamo!- Ripete Vlan, incalzando l'amico.
Il giovane Roy si è fatto convincere. I due si incamminano: Roy davanti e Vlan dietro di una decina di metri, per non destare sospetti.
Ripercorrendo la strada a ritroso, alla volta del municipio e dell'intrico di vicoli di quella zona, Roy non fa che pensare: "che grande Vlan! È il migliore!"
Sovrappensiero non si accorge di essere passato alle spalle di una loro vecchia conoscenza. Questa vecchia conoscenza, a sua volta, non si accorge del piccolo e anonimo Roy; voltandosi, però, non può fare a meno di notare la strafottenza di Vlan che attraversa la piazza, fischiettando sfacciato, con le mani infilate nelle saccocce dei suoi pantaloni stinti.
Roy arriva all'imboccatura del vicolo. È tutto un fremito, non riesce a trattenere l'emozione. Alle sue spalle sente la camminata dinoccolata del suo amico.
-Forza Vlan. È qui dietro...- e mentre si volta l'emozione scema nel più violento terrore. Vlan, ignaro, è tallonato dal vecchio ficcanaso: Clugston. Pietrificato, Roy-Roy, non può che assistere impotente, con le gambe rese flaccide dalla paura, allo svolgersi dei fatti. Roy trattiene il fiato proprio mentre l'ingiusta mano del vecchio serra la spalla di Vlan.
Questi viene attraversato da un sussulto che scatena un terribile ghigno di compiacimento sul volto contratto del vecchio.
Roy non può che assistere. Il vecchio sordo interroga, mette sotto torchio Vlan; avvicina l'orecchio buono alle labbra del giovane. Roy confida nel silenzio dell'amico. Il segreto deve essere preservato.
Inaspettatamente, però, Vlan si divincola con uno strattone dalle mani del vecchio, che sorpreso e boccheggiante rischia di perdere l'equilibrio. Con un salto, Vlan si defila da un possibile attacco e, rivolgendo una faccia nera all'amico, grida: -Rò andiamo via!-
Così, i due amici, schizzano via per uno dei vicoli secondari, lasciandosi alle spalle un vecchio impiccione stordito e il loro segreto.

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Racconto precedente "Riformato" di Diego Petrachi

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