mercoledì 27 febbraio 2013

Clugston - Atto I

 Cala la mano della giustizia sulla spalla del giovane Morrison.
Un tuffo al cuore. Lo sento attraversare la sua spalla e percuotere con uno spasmo il mio braccio.
Salto indietro nel tempo: prima del quartiere. Prima della guerra.
Anche allora, al Campo, ero un osservatore. Sempre all'erta sulla steppa o buttato in un fosso; con un occhio socchiuso e il gelo che trapassava la carne costretta all'immobilità. Occhio all'erta all'alba. Occhio rosso e orecchio pesto al tramonto.
Il braccio indolenzito per il troppo mirare. Come l'occhio.

Sparo dopo sparo mi sentivo più vicino alla meta. I bersagli, di carta cerchiata di rosso o di yuta imbottita, non avevano segreti per me. I bersagli non erano che passi per raggiungere la mia meta.
Il sangue gelava, sembrava non scorrer più. Io li supino per render "onore al sangue".
E dove l'occhio non arrivava... arrivava l'intuito. Premevo il grilletto. Il cane vibrava per la detonazione nella camera del fucile, dove, il grilletto, aveva fatto scoppiare il proiettile che silurava dalla canna. Sparavo. La luce si affievoliva dopo ore e ora, è vero; ma ritornava più viva di prima. L'orecchio, però, continuava a ronzare.
Io continuavo a sparare e il braccio a vibrare, percosso dallo spasmo dello scoppio.
Morrison è qui e trema, sotto la mia mano. Roy-Roy più in là, aspetta. Oggi, come allora, ho occhi e intuito.
Un ghigno mi sfugge dalle labbra strette.
"Mai più insulti per i Clugston" disse mio fratello. La decisione ora è solo mia.

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Racconto precedente: Clugston's Clue di Diego Petrachi

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